La Croce Rossa Italiana mobilitò per la Prima guerra mondiale dai vari Comitati Regionali 3.837 ufficiali e circa 16.100 uomini di truppa, a cui si aggiunsero le Infermiere Volontarie mobilitate per un totale di 7.320 unità (alcune stime parlano di 10.000 a fine 1918), dalle circa 4.000 all’inizio del conflitto sotto la guida della Duchessa d'Aosta, moglie di Emanuele Filiberto, duca d’Aosta, comandante della III Armata.

Nel corso del conflitto ci fu un importante rinnovamento nella composizione sociale della Croce Rossa: infatti, se nel 1915 le volontarie erano per lo più appartenenti alla medio-alta borghesia, vicine agli ambienti accademico caritatevoli, durante il conflitto aumentò anche la partecipazione da parte di donne dei ceti più popolari.

Il materiale sanitario fu messo a disposizione dai vari Centri di Mobilitazione e dai Comitati Regionali, Marittimi e di Sezione.
I contatti con le autorità militari furono tenuti dalle Delegazioni presso la I, II, III, IV, V e VI Armata e dalle Sub-Delegazioni Zona Carnia e Puglie.

Le perdite furono importanti contando 101 Ufficiali, 434 Infermiere Volontarie (ma ricerche mirate portano elevano sensibilmente questo numero vds www.pietrigrandeguerra.it) e 284 uomini di truppa.

Le ricompense al Valore conseguite dal personale della CRI furono numerosissime: 522 Medaglie d’Argento e di Bronzo al Valor Militare, 1.013 Croci di Guerra, 90 Encomi Solenni e citazioni all’Ordine del Giorno per 29 Unità, 14 Ufficiali e 47 uomini di truppa.