Sezione di disinfezione

La sezione di disinfezione era assegnata ad ogni armata o corpo d’armata e divisibile in tre squadre (A e B, e una di riserva) fornite del personale e del materiale necessario per le disinfezioni chimiche, con sublimato, acido fenico e calce o fisiche co stufe a vapore sotto pressione mobili installate su carrette a 2 ruote tipo "Giannolli" o su autocarri tipo "Vittoria" dell'officina "Achilli e Zanotti" di Padova e fisse tipo "Geneste-Herscher", per il risanamento delle trincee e dei luoghi infetti e per la bonifica dei campi di battaglia, degli accantonamenti e degli accampamenti. Era inoltre dotata di potabilizzatori e bagni a doccia su autocarri.

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Stazione di bonifica

La stazione di bonifica (dal 1916) per bagni in vasca e docce collettive, barbi tonsura, taglio di capelli, “spidocchiamento” e pulizia personale delle truppe, nonché il cambio e disinfezione degli oggetti di vestiario e di equipaggiamento.

Reparto di osservazione

Il reparto di osservazione accoglieva per il ricovero i malati presentanti sintomi di malattie infettive o che avessero avuto rapporti con gli infetti.

Laboratorio batteriologico

Il laboratorio batteriologico dipendeva dal centro d’ispezione era diretto da batteriologi specialisti che avevano il compito di accertare casi sospetti e ricercare i portatori.

Ospedale d’isolamento

L’ospedale d’isolamento ricoverava gli infetti in baraccamenti appositamente costruiti o in fabbricati opportunamente adattati in modo da assicurare una rigorosa selezione tra ammalati, convalescenti, sospetti, riconosciuti immuni in altrettanti reparti dotati ciascuno di personale e materiale proprio.

Convalescenziario per infettivi

Il convalescenziario per infettivi accoglieva gli individui guariti clinicamente ma sui quali occorreva ancora praticare indagini batteriologiche per l’accertamento della completa immunità.

Campi, baracche e accantonamenti contumaciali

I campi, baracche e accantonamenti contumaciali servivano per l’osservazione e la bonifica delle truppe che avevano avuto tra loro degli infetti o provenivano da luoghi infetti o sospetti, ed anche dei prigionieri e profughi di guerra, nonché delle centurie di operai reclutati per i lavori in zona d’operazione.

Zona contumaciale di primo sgombero

Nell’agosto 1915 (circ. n 124 del 17 agosto 1915) veniva istituita la zona contumaciale (limiti est: Palmanova – S.Giorgio di Nogaro – mare; limiti ovest: Adda fino alla foce – Fiorenzuola d’Adda (Piacenza) – Parma – Modena – parallelo di Modena fino alle Valli di Comacchio) per evitare il propagarsi di malattie epidemiche nell’interno del Paese.

I feriti e i malati provenienti da zone infette, prima di essere sgomberati nelle retrovie, erano ricoverati in speciali ospedali contumaciali e trattenuti in osservazione per un periodo di almeno sei giorni, durante i quali erano sottoposti a opportuni esami batteriologici e alla disinfezione del corredo. Nel solo biennio 1915-1916 furono praticati oltre 1.300.000 esami batteriologici nella zona di primo sgombero.