a cura di Elena Branca*

Matilde Valdesia Bonnet nacque a Guastalla (Reggio Emilia) il 29 novembre 1879 dal Pastore Valdese Jules (Giulio) Bonnet e da Bianchi Margherita, maestra elementare. Aveva un fratello, Augusto, come ricorda anche il testo “Donne e libere professioni: il Piemonte del Novecento” di Patrizia Audedino e Paola Corti (Franco Angeli, 2007).

Jules Bonnet non era solo un Pastore Valdese ma anche uno storico del Protestantesimo, tra le tante opere risalta «Vita di Olimpia Morata» fanciulla prodigio, teologa e umanista della Corte calvinista di Renata di Francia a Ferrara. Non a caso, quindi, fu ben felice di far studiare la dotata figliola.

Matilde Bonnet proseguì gli studi frequentando il Liceo a Caltanissetta dove si diplomò il 27/10/1898, quindi frequentò per tre anni la Facoltà di Medicina di Catania, nel corso dei quali seguì 14 corsi obbligatori e 17 corsi liberi, ottenendo i relativi attestati di “diligenza”; sostenne a Catania solo sette esami (Botanica; Chimica generale; Zoologia e anatomia comparata; Fisica; Anatomia umana; Patologia generale; Fisiologia), tutti con eccellenti votazioni.

A seguito dei trasferimenti della famiglia, il 7/11/1901 è a Torino dove viene immatricolata al n. 1833 della locale Università - facoltà di Medicina, nella quale si laurea il 12 luglio 1904 con 105/110. Seconda donna laureata in Medicina a Torino,era stata preceduta da Maria Martinotti, laureata nel 1901, e seguita da Irene Perracchio, nel 1911.

Il 6/04/1909 La Bonnet s'iscrisse presso il Centro di Mobilitazione della CRI di Torino al Ruolo Direttivo per il servizio negli ospedali territoriali con il numero di Matricola 3.

Tre anni dopo, nel 1912, è la volta dell'iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi di Torino, dove è censita nel 1916 sull’elenco telefonico.

Scoppiato il primo conflitto mondiale, presta giuramento come Tenente Medico CRI il 19/10/1915 per iniziare l’attività presso l’Ospedale Territoriale di Ivrea.
Diversi documenti CRI conservati presso l’Archivio Provinciale di Torino, tra i quali il foglio di riconoscimento, l'atto di giuramento, la nomina presso l’Ospedale Territoriale di Ivrea, ci presentano una donna alta 1,74 con i capelli castani e gli occhi grigi.

Come precisato dalla D.ssa Filomena Corvini nell’articolo “Dottoresse al fronte”, il grado dipendeva dalla anzianità della laurea: “Esse prestano servizio da sottotenenti medici se hanno conseguita la laurea da meno di 5 anni, da tenenti se l’hanno conseguita da oltre cinque anni, da capitano se sono laureate da oltre 15 anni.

Il giuramento da Ufficiale Medico riporta questo testo:

Ospedale Territoriale di Riserva Ivrea
Atto di giuramento del Tenente Bonnet Dott. Matilde:
Giuro di essere fedele al Re ed a’ suoi Reali Successori, di osservare lealmente lo Statuto e le altre Leggi dello Stato, e di adempiere a tutti i doveri del mio stato al solo scopo del bene inseparabile del Re e della Patria.

A Ivrea addì 19 ottobre 1915

In un elenco degli ufficiali conservato presso l’Ufficio Storico del Comitato CRI di Torino appaiono la Medico Assistente di 2a Classe Bonnet (Sottotenente) e la Farmacista di 2a Classe Bianchi (Sottotenente). Evidentemente questo elenco è anteriore al 1917, anno nel quale la Bonnet fu promossa Medico Assistente di 1a Classe (Tenente).

Dopo la guerra, la Bonnet sarà tra le rappresentanti italiane al congresso del Medical Women’s International Association a New York nel 1919, cui partecipò assieme a Clelia Lollini e con la quale fu parte nella fondazione dell’Associazione Donne Medico in Italia. Di quell'esperienza se ne trova traccia sulla Rivista medica “Il Policlinico” del 1920:

"La prima conferenza internazionale di medichesse sull'Igiene sociale, organizzata dalla Y. W. C. A. erano rappresentate 16 nazioni, rappresentanti dell'Italia sono state le dottoresse Matilde Bonnet di Torino e Clelia Lollini di Roma.

Nel 1921, la Bonnet si trasferisce a Luserna San Giovanni Pinerolo dove morirà da nubile il 13/11/1952.

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Chi avesse informazioni utili su Matilde Bonnet è pregato di mettersi in contatto con Elenca Branca: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per ulteriori informazioni sulle "Dottoresse al fronte" si veda:

BRANCA E., (a cura di Cappone M.), “Dottoresse al fronte? La C.R.I. e le donne medico nella Grande Guerra. Anna Dado Saffiotti e le altre”. Appunti di studio, , ANSMI sez. prov.le “Alessandro Riberi” – Torino, 2015


* Cultore della Storia della Croce Rossa e membro del Comitato Scientifico per la Storia della Croce Rossa e della Medicina